Prestiti più convenienti per ristrutturare la prima casa: quale scegliere?

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I prestiti per ristrutturare la prima casa sono alcuni dei prodotti finanziari più richiesti negli ultimi anni. Forti dell’accesso ai bonus statali per ristrutturare mura interne ed esterne, si possono avere delle quantità di credito che possono rinnovare nel profondo le abitazioni. Molto spesso questi prestiti si rivelano un anticipo di spesa rispetto ai piani di ristoro promessi dallo Stato. Tuttavia, qualora non abbiate accesso a nessuna delle agevolazioni statali, le finanziarie offrono dei prodotti molto convenienti per ciò che concerne la ristrutturazione della prima casa. Ultima, ma non per importanza, la possibilità per i dipendenti statali (attivi o pensionati) di accedere a prestiti particolarmente agevolati. A seguire, scopriamo tutto quello che c’è da sapere su come accedere ad un prestito per rinnovare la propria abitazione.

Come richiedere un prestito per ristrutturare la propria casa?

Analogamente a qualsiasi altra tipologia di prodotto finanziario, i prestiti per le ristrutturazioni si richiedono presso banche ed istituti di credito. Gli sportelli postali offrono anch’essi degli ottimi preventivi, ma rientrano comunque a pieno titolo nel novero degli istituti creditizi. Generalmente, gli interventi più comuni che richiedono l’aiuto di un prestito sono:

  • lavori di manutenzione ordinaria. Rinnovo della facciata (oggetto di bonus da parte dei governi) ed adeguamento termico della struttura finalizzata al risparmio energetico.
  • interventi di manutenzione straordinaria. Il cambio degli impianti è solo uno dei possibili lavori che rientrano in questo gruppo. Il condominio che voglia alimentare le unità abitative con l’aiuto di un impianto fotovoltaico può avere delle forti agevolazioni fiscali.
  • opere di modifica di un’unità abitativa. In questo caso facciamo riferimento ad opere più complesse che richiedono autorizzazioni particolari da parte del comune di residenza, nonché l’intervento del Genio Civile.

Il prestito è un’opzione molto conveniente, soprattutto se avete una necessità impellente di dover intervenire con i lavori. Le fasi istruttorie sono sempre più brevi rispetto ai mutui; stessa cosa dicasi per gli iter burocratici.

Chi può richiedere un prestito?

Per richiedere un prestito è necessario possedere una serie di requisiti ben precisi:

  • età compresa tra i 18 ed i 75 anni – non è comunque una soglia limite universale per tutte le società creditizie;
  • cittadinanza italiana – o permesso di soggiorno regolarmente emesso accompagnato dal contratto di lavoro che giustifichi la presenza nel paese;
  • conto corrente – non obbligatorio per i prestiti cambializzati o con bollettini postali

L’indice di affidabilità di un cliente è anzitutto conferito dall’assenza nel registro dei protestati (Crif). Un’eventuale presenza è molto limitante nella richiesta di un prestito tradizionale. Particolarmente gradita è la presenza di una busta paga solida proveniente da un contratto a tempo indeterminato.

Quale documentazione presentare?

La documentazione necessaria per accedere a questa categoria di prestiti non varia grandemente rispetto a qualsiasi altra richiesta di credito. Le condizioni cambiano anche a seconda del tipo di interventi edili da compiere sulla vostra abitazione. Vediamo a seguire la documentazione richiesta:

  • Documenti d’identità in corso di validità;
  • Ultime buste paga, accompagnate dal contratto di lavoro. Nel caso dei lavoratori autonomi, è necessario presentare il modello 730;
  • Modello Unico e situazione economica equivalente (modello ISEE);
  • Dichiarazione d’inizio lavori (DIA) a seconda dell’entità dei lavori
  • Preventivo spese dell’impresa edile (che sia quanto più dettagliato possibile)

Come scegliere l’offerta migliore?

Il mercato dei prestiti mirati alle ristrutturazioni è molto vasto e variegato. Prima di passare alle formule più convenienti, vi forniamo alcune dritte universali che possano aiutarvi ad individuare il prodotto migliore.

  1. Attenzionate i tassi d’interesse. L’attenzione agli indici TAG e TAEG dev’essere la medesima. I prodotti a tasso zero, di base, non esistono nella realtà dei fatti: lo zero fa riferimento alla voce del TAN. All’interno del TAEG viene ricalcolata anche questa voce, e non mancano i casi in cui – pur presentandosi come prestiti a tassi zero – essi si rivelino molto onerosi da pagare. Occhio, quindi, al livello d’indebitamento, soprattutto se l’interesse è a doppia cifra.
  2. I prestiti non sono sempre i più economici. L’assenza delle spese notarili, lascia – talvolta – spazio a speculazioni molto elevate. Minori sono gli indici d’interesse, maggiore sarà il risparmio per il consumatore.
  3. I tassi d’interesse eccessivamente bassi possono nascondere delle clausole nascoste. Seppur TAN e TAEG possano essere realmente convenienti, il contratto può celare una quota minima di denaro finanziabile, sotto la quale, il prestito non viene concesso. I vincoli possono riguardare anche la durata del prestito ed il peso delle rate.

Prestiti veloci per ristrutturare la prima casa: cosa scegliere?

Il prestito veloce fa riferimento ad un responso molto celere da parte della finanziaria: la fase istruttoria è particolarmente breve, soprattutto se si presentano correttamente tutti i documenti richiesti. Alcuni prodotti facenti parte di questa categoria sono dei veri e propri “pacchetti” di credito offerti a condizioni standard. Se si rientra nei termini previsti dai limiti imposti dal format del prodotto, il prestito può essere erogato molto velocemente. Generalmente, i prestiti veloci per ristrutturare la prima casa prendono in considerazione cifre oscillanti tra i 10.000 ed i 50.000 euro.

Prestiti ex Inpdap per dipendenti statali

I dipendenti statali possono godere di una tipologia di prestito particolarmente agevolato, ma soggetto a condizioni d’accesso che danno la precedenza a chi presta servizio da più tempo. I dipendenti statali a tempo determinato possono accedervi ugualmente, a patto che il piano d’ammortamento si esaurisca prima del termine del contratto di lavoro.

Senza scendere eccessivamente nei particolari, questi prodotti hanno dei tassi d’interessi pari a pochissimi punti percentuali. Tuttavia, lo Stato premia maggiormente chi faccia richiesta di un prestito pluriennale dai 60 mesi in su. Le cifre in ballo per i prestiti rimborsabili in 48 rate variano comunque sulla base del TFR maturato durante il periodo di servizio.

Prestiti con cessione del quinto

La cessione del quinto dello stipendio è una delle frontiere più comuni utilizzate dagli italiani per ripagare il proprio debito. Sempre più finanziarie la offrono vista la stabilità e la regolarità del funzionamento. Tuttavia, questa forma di credito interessa maggiormente i soggetti che abbiano una busta paga da lavoratore con contratto a tempo indeterminato, dipendenti statali o pensionati. La trattenuta della rata viene sottratta mensilmente al momento dell’emissione dell’assegno mensile. In aggiunta all’interesse viene solitamente calcolata una polizza sul credito a garanzia della finanziaria (ma anche del debitore).