Prestiti cambializzati più convenienti: che cosa sono, migliori offerte e quale richiedere

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Quando si ha a che fare con le cambiali bisogna andarci piano per non correre il rischio di protesti dovuti al mancato incasso dell’effetto cambiario nei termini pattuiti, ma a volte non c’è altro modo di poter ottenere un prestito.

I finanziamenti cambializzati, molto diffusi in passato, sembravano essere andati ‘in pensione’, ma il rigore degli istituti bancari o finanziari nella concessione del credito ha rispolverato questa soluzione, oggi fra le più richieste da chi necessita di liquidità, ma non ha sufficienti garanzie da ‘spendere’.

Ma entriamo più a fondo nell’argomento per capire meglio di cosa stiamo parlando e per avere gli strumenti giusti per poter scegliere i prestiti cambializzati più convenienti.

Prestiti cambializzati, cosa sono?

Quali sono le caratteristiche dei prestiti cambializzati? In cosa consistono? E’ bene saper rispondere a questi interrogativi per potersi addentrare con successo nella giungla creditizia dei finanziamenti con effetti cambiari, che costituiscono comunque (è bene premetterlo!) un’arma a doppio taglio.

Se, infatti, questi prodotti finanziari rappresentano per alcuni l’ultima spiaggia, dopo altri tentativi di ottenere credito andati a vuoto, comportano anche rischi più elevati di altri finanziamenti, un aspetto di cui è doveroso o, quantomeno, consigliabile tener conto fin dal principio.

In assenza di redditi dimostrabili, garanti o rendite da presentare all’istituto di credito, l’unica garanzia alla base dei prestiti cambializzati è proprio la cambiale.

L’effetto bancario è un titolo di credito, che il contraente è chiamato a sottoscrivere e che ha, di fatto, un potere esecutivo, ossia dà al creditore diritto di escussione dei beni in capo al debitore, qualora quest’ultimo dovesse rivelarsi insolvente.

Una volta compilate con l’importo, la data e il beneficiario, nonché firmate dal contraente, le cambiali finiscono nelle mani della compagnia creditizia, che le restituisce al debitore soltanto dopo che questi avrà provveduto a pagare entro la scadenza prefissata.

In questo senso, si possono equiparare le cambiali a vere e proprie ricevute di pagamento, che tornano nelle mani del debitore solo dopo che avrà onorato i termini pattuiti.

Va precisato, in conclusione, che i finanziamenti con cambiali non sono finalizzati, quindi sono una ‘pioggia’ di liquidità che il contraente non è tenuto a motivare.

I prestiti cambializzati più convenienti sono quelli ottenibili online, dove l’istruttoria risulta notoriamente anche più rapida e fluida.

Questa tipologia di prodotti finanziari è a tasso fisso, ovvero la rata è invariata per tutta la durata del finanziamento.

Rispetto ad altri prestiti quelli cambializzati sono anche più facili da ottenere, perché è il contraente a firmare la garanzia che vale come titolo di riscossione per la banca.

Nel caso in cui il debitore non rispettasse le scadenze di pagamento il creditore può rivalersi attuando il pignoramento dei suoi beni, di qui il protesto.

Questo tipo di prestiti prevede l’erogazione di importi da 2000 a 30.000 euro, con punte al ribasso o al rialzo e tempi di rimborso che oscillano da uno a 10 anni.

Tipologie di cambiali: tratta o pagherò?

Esistono due tipi di cambiali: la tratta e il vaglia cambiario (pagherò).

Con la prima viene imposto dal traente al trattario il pagamento di una determinata somma di denaro in una data precisa al beneficiario, mentre il ‘pagherò’ è un vero e proprio titolo di credito, di fatto utilizzato generalmente nei prestiti cambializzati, contenente la promessa dell’emittente di saldare un importo a favore di un destinatario in tempi e modi prestabiliti.

Il luogo dove dev’essere fatto il pagamento può essere sia il domicilio del contraente che una banca.

Sulle cambiali va poi apposta la marca da bollo, di importo variabile a seconda della tipologia della cambiale (tratta o pagherò).

Senza marca da bollo il titolo, pur restando valido, non potrà essere esecutivo.

A chi sono destinati

Per prestito cambializzato s’intende un tipo di finanziamento erogato a chi non ha sufficienti garanzie da presentare, né garanti per potersi far sostenere nella domanda di prestito.

In realtà, chiunque può richiedere questo finanziamento, ma non è conveniente per chi può fruire di soluzioni alternative.

In genere, questi prestiti sono appannaggio di chi, per i motivi più svariati, si ritrova con un check creditizio negativo (leggi scarsa affidabilità creditizia) maturato per episodi penalizzanti di insolvenza, mancati pagamenti o, peggio, protesti per assegni a vuoto o cambiali non onorate nei tempi stabiliti contrattualmente.

In particolare, viene proposta questa soluzione a soggetti, che possono essere incapienti o cattivi pagatori, considerata la garanzia dell’effetto cambiario offerta al finanziatore.

Il prestito cambializzato, dunque, si presta ad essere concesso a chi, in pratica, è tagliato fuori da altri canali di credito, in quanto considerato soggetto a forte rischio di insolvenza per i suoi pregressi o la sua situazione in essere di protestato o moroso.

Pro e contro

Nella scelta di un prestito cambializzato bisogna prima pesare con la massima attenzione i pro e i contro.

Come ogni forma di prestito o finanziamento, anche questo gode di vantaggi, ma al tempo stesso bisogna tener conto anche dei ‘contro’ nella scelta di un prodotto che, come abbiamo visto, comporta dei rischi non irrilevanti.

Il vantaggio più palese è, ovviamente, l’erogazione a soggetti ai quali sono stati rifiutati altri tipi di prestiti.

Quello cambializzato, infatti, richiede meno garanzie trattandosi di un prestito che si fonda su effetti cambiari sottoscritti dal contraente che si assume la responsabilità di un’eventuale insolvenza.

Qualora si dovesse verificare questa evenienza scatta il pignoramento di beni di sua proprietà o il protesto immediato.

Il rischio maggiore che caratterizza questi prestiti fa sì che gli stessi possano essere più onerosi degli altri quanto a interessi applicati alla rata cambiaria, uno svantaggio da tenere presente nel caso si dovesse optare per questa soluzione.

In compenso, si registra una maggiore flessibilità da parte degli istituti di credito che sono disposti anche al rinnovo delle cambiali, una mossa vantaggiosa che consente il posticipo dei pagamenti se si raggiunge un compromesso fra le parti, anche se in questo caso gli interessi lievitano, di pari passo con i costi accessori.

Pur tuttavia, se si hanno altre strade da percorrere per trovare un varco nell’accesso al credito, è consigliabile orientarsi su altri prodotti, soprattutto se non si è certi di poter ripianare il debito contratto con le cambiali alle scadenze stabilite.

E se la cambiale non basta?

A volte l’effetto cambiario non rappresenta, da solo, una garanzia sufficiente per la concessione di un prestito cambializzato.Sebbene l’iter istruttorio che caratterizza i finanziamenti cambiari sia più elastico in confronto ad altri prestiti, non sempre basta la cambiale per ottenere il credito desiderato.

Come gli altri prestiti, seppure in maniera più flessibile, infatti, anche questi necessitano di istruttorie e valutazioni che lasciano l’ultima parola all’istituto di credito, il quale può richiedere a copertura dei rischi altre eventuali garanzie, come ad esempio la copia del Tfr nel caso di dipendenti in ambito pubblico o privato.

Prestiti cambializzati senza busta paga

A volte, anzi spesso, chi chiede un prestito cambializzato non ha buste paga da presentare al soggetto finanziatore.

In questi casi può bastare la cambiale o le cambiali a sdoganare il prestito?

Dipende, ma è più no che sì.

Difficilmente, infatti, un prestito cambializzato viene concesso a nullatenenti o disoccupati.

Più spesso, si richiede a chi ne fa domanda un reddito dimostrabile, con o senza busta paga e, nel caso non dovesse ancora bastare, si esige il supporto di un fideiussore disposto a farsi carico del pagamento di eventuali cambiali insolute.

Se il richiedente ha una situazione precaria e non è in grado di fornire prove esaustive della propria affidabilità creditizia, la banca può anche chiedergli, a titolo di ulteriore tutela, la stipula di un’assicurazione sulla vita.

Quindi, lungi dal credere che basti firmare una cambiale per ottenere denaro, bisogna ragionare come si fa per qualsiasi altro prestito, con la differenza che i prestiti cambializzati possono essere concessi anche a soggetti che si vedono rispedire al mittente la domanda di finanziamenti alternativi.

Garanzie reali e personali

Se a chiedere un prestito cambializzato è una persona (fisica o giuridica) senza busta paga da lavoro dipendente, ma un soggetto autonomo o libero professionista chiamato ad esibire il proprio fatturato, potrebbero sorgere problemi nel caso si trattasse del titolare di una start up.

Oltre alle cambiali, le garanzie supplementari che il finanziatore potrebbe chiedere sono di natura reale o personale.

Nel caso di garanzie reali si fa esplicito riferimento ad eventuali beni in capo al richiedente, come immobili di proprietà forieri di rendite alternative, mentre per garanzie personali ci si riferisce, nello specifico, al ricorso a uno o più garanti.