Come scegliere il prestito conveniente che fa al caso proprio: guida completa

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“Come faccio a capire quale prestito fa per me?”

E’ il dilemma di molti che ‘annaspano’ nella giungla delle tante offerte creditizie che affollano il web, ormai terra di conquista per chi è alla ricerca del prestito più conveniente.

Come (e dove) trovare il prestito più conveniente?

Se siete a digiuno di prodotti finanziari non temete, una prima ‘infarinatura’ la troverete proprio su Internet.

Ormai la rete dà tutte le risposte a chi le sa cercare e, soprattutto, scremare, anche per quanto riguarda la branca dei finanziamenti di ogni ordine e taglia.

Il consiglio è, quindi, di farsi un giretto virtuale per cominciare a capacitarsi fra il martellante bombardamento di proposte e messaggi promozionali che ingolfano il web.

Dato lo sviluppo esponenziale conosciuto negli ultimi tempi dai prestiti online, complice la situazione pandemica che ha blindato tutti a casa per il lockdown, non vi sarà difficile trovare il prestito che fa al caso vostro.

Una volta fornita la parola chiave ai principali motori di ricerca potrete selezionare le proposte di finanziamenti che riterrete più congrue e adatte a voi.

Come scremare le offerte? Ovvio, col comparatore!

Per riuscire a intercettare i prestiti più convenienti e calzanti al proprio caso, non vi resta che avventurarvi in una caccia virtuale al miglior finanziamento per voi.

Ma come riconoscere la soluzione migliore?

La rete abbonda di comparatori e portali specializzati per la simulazione delle offerte più appetibili, strumenti di grande utilità perché danno modo a chi vi accede di calcolare l’importo della rata del prestito personalizzandolo e scegliendolo fra le varie opzioni che portano la firma di banche e finanziarie.

Una volta che avrete individuato il comparatore che vi sembrerà più semplice e intuitivo, vi basterà fornire l’entità della somma desiderata e la durata del piano di ammortamento espresso in numero di rate da pagare mensilmente per ottenere una simulazione del prestito, che di norma rispecchia in linea di massima il valore reale, fatte salve le continue fluttuazioni di mercato che possono incidere su leggere varianti dei tassi.

In genere, i prestiti vengono simulati anche direttamente sui siti delle compagnie bancarie e finanziarie che si sono attrezzate a puntino per operare online a 360 gradi, ma per avere una panoramica più completa ed esaustiva vi basterà utilizzare uno dei tanti comparatori che vi propone la rete.

3 regole per scegliere meglio

Se ancora vi trovate in difficoltà o nel dubbio circa la scelta di un prestito personale, dovrete attenervi a qualche piccola regola e stratagemma per poter essere certi di aver agito per il meglio e non a scatola chiusa, senza correre il rischio di brutte sorprese a cose fatte.

Cosa c’è allora da sapere per scegliere al meglio?

Per prima cosa, dovrete considerare che la rata non sempre è comprensiva di tutte le spese e commissioni di istruttoria, un aspetto da valutare a fondo se non volete rischiare di ritrovarvi a pagare dei costi aggiuntivi non preventivati.

Cosa significa, in soldoni?

Di fatto, alcune società (non tutte, per fortuna) applicano delle commissioni e oneri separati dal calcolo della rata.

L’unico modo per ‘scovarle’ ed esserne debitamente informati è leggersi a fondo il dettaglio spese che dev’essere riportato fra le clausole contrattuali, anche se riportato a caratteri ‘mignon’.

La convenienza va poi rapportata alla durata del prestito.

Ma attenzione, perché in questo caso può rivelarsi un’arma a doppio taglio.

Se, infatti, da un lato un prestito più lungo vi parrà più conveniente per il fatto che si basa su rate più leggere, di fatto non conviene sul piano dei tassi di interessi che, via via, lievitano facendo gonfiare l’importo da restituire sulla lunga distanza.

Difatti, se è vero che allungando la durata del prestito la rata si ‘accorcia’ o, per meglio dire, si alleggerisce, è altrettanto vero che va considerata la crescita degli interessi che fanno salire l’importo della somma da restituire per via dell’incremento degli indici sintetici di Tan e Taeg, rispettivamente il tasso annuo nominale al netto delle spese e il tasso annuo effettivo globale applicati al prestito, valori riportati per legge nello schema contrattuale.

Ultima, ma non ultima, la valutazione della propria capacità di rimborso.

Come scampare alla ‘ghigliottina’ del Crif

Molti sono portati a fare il passo più lungo della gamba, nel senso che chiedono di più di quanto in realtà sono in grado di pagare nella restituzione del prestito, rischiando così di finire nella scomoda gogna dei debitori insolventi.

Le conseguenze possono essere funeste, come il rischio di essere segnalati come cattivi pagatori al Crif, la centrale rischi costantemente sotto la lente degli istituti di credito che la monitorano per verificare il credit check del richiedente.

Di norma, la rata di un prestito non dovrebbe mai superare un terzo del reddito di chi lo richiede, al netto di altre eventuali spese e finanziamenti in essere.

Documenti alla mano (buste paga, dichiarazioni dei redditi, cedolini pensionistici…) basta fare due più due e concordare con la banca o finanziaria di riferimento il prestito personalizzato più conveniente e, soprattutto, sostenibile.

Prestiti personali, perché personalizzarli

Il concetto di convenienza non è un parametro assoluto che accomuna tutti i prestiti personali.

Ognuno ha esigenze diverse e un quadro economico e reddituale soggettivo, per cui avrà bisogno di un prestito ‘ad hoc’ anche in considerazione delle necessità che lo spingono a chiederlo.

Nel nostro Paese i prestiti personali sono tutti a tasso fisso, il che significa che la rata che ne deriva resta costante nel tempo.

Si va da una durata minima di un anno a un piano di ammortamento che può arrivare al massimo a 10 anni, dopo cambia l’offerta e si parla di mutui e altre tipologie di finanziamenti sulle lunghe distanze.

Come dicevamo, è importante ‘cucirsi’ addosso un prestito su misura, proprio per darsi risposte personalizzate e più efficaci, anche perché l’offerta è talmente vasta da dover essere filtrata, caso per caso.

Si può partire dall’individuare la ‘nicchia’ di prestiti più adatti alla propria situazione, mirati anche per fasce sociali ed economiche.

E’ possibile trovare prestiti per lavoratori dipendenti o autonomi, ma anche per giovani, disoccupati e casalinghe senza busta paga.

Esistono, poi, particolari prestiti destinati a imprenditori o aspiranti tali, intenzionati ad aprire una start  up o ad incentivare lo sviluppo di un’impresa già esistente, con agevolazioni per donne e giovani per l’accesso al microcredito, come nel caso di Invitalia.

Chi, poi, ha debiti in essere può optare per i prestiti di consolidamento debiti, una soluzione in grado di alleggerire il fardello debitorio e ridare ossigeno a chi si ritrova a dover ripianare più costi a scadenze prefissate, che sono divenuti col tempo pesanti o, addirittura, insostenibili.

Per i frettolosi o non può aspettare per urgenze e situazioni impreviste che richiedono pagamenti improrogabili, ci sono infine i prestiti in 24 ore, erogabili in giornata, ma attenti perché questi non sempre brillano per convenienza, almeno in confronto ad altri omologhi più vocati al risparmio.

Quali voci di spesa valutare?

Bisogno che hai, prestito che trovi!

Non c’è che da armarsi di tempo e pazienza per non fermarsi alla prima proposta intercettata sul web.

Potrebbe non essere la più conveniente!

Nella verifica del grado di convenienza di un prestito non basta consultare soltanto la rata, ma bisogna tener conto delle varie spese e costi accessori che può comportare il finanziamento che si è scelto.

Le spese accessorie sono un indizio per niente trascurabile se si vuole risparmiare nella scelta di un prestito personale. Al contrario, possono fungere da ‘lievito’ della rata, per cui è sempre bene accertarsi della loro entità prima di sottoscrivere il contratto di finanziamento.

Non sempre, però, il calcolo delle spese accessorie risulta trasparente, come si potrebbe pensare, anche per il fatto che a volte si basa su costi per così dire ‘fantasma’, ossia ben mimetizzati fra le righe del contratto.

Ma di quali spese si parla, in dettaglio, e come fare ad individuarle per non ritrovarsele poi sul groppone una volta che il finanziamento è bell’e che stipulato e sottoscritto?

Per spese accessorie si intendono i costi additivi di alcuni servizi complementari posti in essere dalle compagnie del credito nella gestione dell’iter istruttorio.

Le voci di spesa possono essere diverse, a partire dai costi gestionali dell’istruttoria, applicati in forma differente dai vari istituti di credito.

A questi costi possono aggiungersi altre spese di gestione e chiusura della pratica, oltre a spese aggiuntive di notifica, imposte di bollo e costi legati all’eventuale stipula di una polizza assicurativa, che a volte si profila obbligatoria.

Dal momento che i costi accessori possono far aumentare il ‘malloppo’ da restituire ‘in toto’ c’è da fare due calcoli nella fase preliminare per individuarli con precisione, uno per uno e avviarsi al traguardo della stipula contrattuale debitamente informati.

Rientrano nel novero dei costi additivi anche le spese di incasso rata ed eventuali more e sanzioni nel caso di ritardo nei pagamenti.

Assicurazione, quanto mi costa?

Nella stipula di qualsiasi prestito si pone l’eventualità di dover stipulare un’assicurazione.

Molte società sono portate a proporla o in certi casi ad esigerla, in via obbligatoria o facoltativa a seconda del tipo di finanziamento ma anche in dipendenza dei requisiti e garanzie del richiedente, per coprirsi le spalle dal rischio di insolvenza dovuta a eventi imprevedibili o calamitosi.

Prima di sottoscrivere un contratto di prestito è bene informarsi sull’obbligatorietà, o meno, di stipulare una polizza assicurativa e, in caso affermativo, soffermarsi sui costi della stessa.

Le spese legate all’assicurazione sui prestiti variano da finanziaria a finanziaria, ma è importante valutarne i costi perché possono incidere in maniera determinante sul calcolo rata.

Da considerarne, comunque, anche i vantaggi riassumibili in una maggiore tranquillità nella restituzione della somma.

Le polizze assicurative che si accendono in concomitanza con la stipula dei prestiti, infatti, prevedono una copertura a tutela di entrambe le parti.

In particolare, grazie a queste polizze, non c’è da temere eventuali rivalse future da parte degli istituti di credito, qualora dovessero sopravvenire eventi imprevisti quali la perdita del lavoro o situazioni invalidanti che potrebbero compromettere seriamente la puntualità nel rimborso del piano di rientro.

Le assicurazioni legate ai prestiti consentono al richiedente di poter rispettare l’impegno assunto anche qualora dovessero verificarsi eventi negativi, come infortuni, malattie o, addirittura, decesso del contraente.

Di contro, però, si ribadisce l’opportunità di preventivarne in anticipo le spese, che vanno a incidere sul costo del prestito pregiudicandone la convenienza, almeno in termini monetari.

Quando è obbligatoria l’assicurazione

L’assicurazione, come dicevamo, non è obbligatoria per tutti i prestiti, ma in alcuni casi se ne chiede necessariamente la stipula.

Ormai sono parecchie le società finanziarie disposte a concedere prestiti più flessibili che consentono il salto rata e la possibilità di variarne l’importo vanificando, di fatto, la necessità di una polizza assicurativa se non in presenza di eventi infausti.

Perlopiù non si richiede, pertanto, di stipulare polizze obbligatorie quando si richiede un prestito, ma vi sono alcuni finanziamenti per i quali è imprescindibile la stipula di un’assicurazione.

Parliamo, per esempio, della cessione del quinto sulla pensione o lo stipendio, che esige la stipula di una polizza assicurativa.

In altri casi è facoltativa, anche se le società creditizie la prediligano quando si trovano di fronte un cattivo pagatore o un richiedente che abbia problemi di solvibilità o si trovi in condizioni economiche precarie che non ne assicurino l’affidabilità creditizia.

In conclusione…

Per concludere, chi vuole trovare un prestito conveniente dovrà fare delle valutazioni a monte, che includano il calcolo dei tassi di interesse applicati e delle eventuali spese accessorie.

Fra le tante variabili da considerare spiccano gli indicatori dei tassi Tan e Taeg, indici variabili di giorno in giorno, da valutare con attenzione nella scelta del finanziamento, ma anche altre voci che possono impattare sul calcolo della rata.

Insomma, solo una verifica attenta e globale, che faccia leva su una selezione attenta e oculata, potrà garantire al richiedente la possibilità di trovare il prestito più conveniente, anche in base alla propria sostenibilità e ai suoi bisogni contingenti.

Non ci resta dunque che augurarvi buona ‘caccia’ , quindi, e che possiate trovare fra i tanti il prestito meno caro e più adatto a voi!